DALLA PARTE DELLE IRANIANE CONTRO OGNI STRUMENTALIZZAZIONE
di Emanuela Risso
Tra i frutti marci delle schifose guerre in corso è ricomparsa la solita strumentalizzazione da destra, sinistra, e anche da parte di forze politiche teoricamente "indipendenti", dei temi che riguardano le donne e i loro diritti: ci viene ripropinata l'ennesima solfa della guerra fatta in nome di una presunta "liberazione" delle donne iraniane, così come era accaduto con le donne afghane ventiquattro anni fa.
Il movimento "Donne, vita, libertà" viene manipolato e strumentalizzato da chi sostiene Israele, utilizzandolo come giustificazione morale per bombardare l'Iran degli ayatollah.
Dall'altra parte, con atteggiamento opposto e speculare, c'è chi per osteggiare l'attacco israeliano ritiene necessario minimizzare o addirittura negare la condizione delle donne iraniane, dipingendole come perfettamente libere solo perché scolarizzate (da un regime teocratico), portando quasi ad esempio "nobile" la morigeratezza dei costumi imposti alle iraniane in contrapposizione alla dissolutezza morale delle donne occidentali, rappresentate sostanzialmente come una manica di prostitute dedite ad Onlyfans.
Esiste tutta una "controinformazione" (va detto, principalmente portata avanti da uomini) che in queste ore sta diffondendo una marea di falsità sulla vita in Iran, ignorando totalmente i movimenti politici e sociali recenti, e sputando sulla durissima lotta delle femministe iraniane che hanno ottenuto soltanto pochi mesi fa lo stop temporaneo alla legge sul velo, pagando con la galera, le violenze e in certi casi la vita stessa questo importante, ma non sufficiente né definitivo, risultato.
Tutto questo rende ancora una volta evidente che, qualunque sia il colore politico, non ci sono più limiti alla mistificazione e alla decenza quando si tratta di distorcere e piegare la realtà ai propri fini.
Esprimiamo il massimo rigetto per questo tipo di posizioni, che dimostrano una grave mancanza di rispetto per tutte le donne a qualsiasi latitudine, classificate ancora "madonne o puttane" come settant'anni fa.

18 giugno 2025